Fagus silvatica L.

La densità del legno di faggio è di 680 kg/m3 allo stato anidro, 720 kg/m3 secco all’aria e 1070 kg/m3 allo stato fresco. La porosità volumetrica del faggio è di circa il 52%. Il ritiro lineare totale è dello 0,3% in direzione assiale, del 5,8% in direzione radiale e dell’11,8% in direzione tangenziale. Il ritiro volumetrico totale è del 17,9% e varia tra il 14,0 e il 21,0%. Il ritiro volumetrico specifico per ogni 1% di umidità va dallo 0,46 allo 0,6%.
Il legno di faggio si lavora bene sia a mano sia a macchina. La velocità ottimale di taglio e di sfogliatura è di circa 30 m/s. Il faggio si vaporizza bene e in questo processo assume una tonalità rossastra; si essicca bene, anche se la presenza di legno di tensione e di altri difetti strutturali lo rende soggetto a incurvamenti, imbarcamenti e fessurazioni. Il faggio si incolla bene e si leviga, si fora, si curva, si tinge e si rifinisce bene. A causa della ridotta permeabilità ai liquidi, il falso durame non può essere impregnato. La durabilità del faggio in condizioni variabili è bassa, mentre la sua durabilità sott’acqua e in ambienti asciutti è elevata.
Il legno di faggio ha un campo di impiego molto ampio: nell’edilizia bassa e alta, per le scale, per il legname impregnato e per le opere idrauliche, per le traversine ferroviarie, per mobili, tranciati e parquet, per la produzione di pannelli truciolari e di fibra, per la produzione di cellulosa, per compensati, legno lamellare e legno curvato, per la produzione di legno compresso (lignostone), per carbone di legna, per legna da ardere e per impieghi simili.