Rovere

Quercus petraea

Rovere

Il rovere è un albero del genere Quercus, famiglia Fagaceae. In serbo è noto anche con i nomi brdnjak, gorun, beljik, crepinjak, graden e ljutik.

Il rovere raggiunge un’altezza di 40 metri e un diametro a petto d’uomo da 1 a 3 m. La corteccia del fusto è molto più sottile e meno profondamente fessurata di quella della farnia. Le gemme sono brune, glabre e coniche appuntite. Le foglie sono lunghe da 8 a 12 centimetri, obovate e lobate, leggermente pelose sulla pagina inferiore lungo la nervatura centrale. Il picciolo è lungo da 1 a 3 cm. Il frutto è una ghianda, più corta e più tozza di quella della farnia, di colore giallastro chiaro uniforme. La chioma è meno espansa di quella della farnia. Le ghiande del rovere crescono in gruppi da 2 a 5.

Non si trova su terreni umidi e cresce male sul calcare; è acidofilo. I suoi boschi sono stati in larga parte disboscati per l’agricoltura. È una specie eliofila, resistente alla polvere e all’inquinamento atmosferico. Il suo legno è di qualità molto elevata. In selvicoltura viene coltivato fino a 120 anni di età, che rappresentano la sua maturità ottimale. La maturità fisiologica può arrivare a 1000 anni.

Il rovere cresce su terreni collinari e montani dell’Europa centrale e meridionale, oltre che nell’Asia occidentale. È diffuso nell’Europa occidentale, centrale e in parte orientale. Il limite settentrionale del suo areale raggiunge i 60°. Il limite orientale va dalla Svezia meridionale attraverso Polonia e Ucraina fino al Mar Nero, il limite meridionale attraversa la Grecia settentrionale e la Spagna, e quello occidentale attraversa la Francia continentale fino all’Irlanda a nord-ovest.

La corteccia del fusto è grigio chiara, piuttosto spessa, profondamente fessurata in senso longitudinale e superficialmente in senso trasversale. La corteccia rappresenta in media circa il 19,3% e la sua densità è di circa 425 kg/m3.

Il rovere è un legno che forma durame; l’alburno è bianco giallastro e stretto, il durame bruno giallastro. Il legno di rovere è fine e lucente, talvolta di tessitura irregolare, con aspetto fiammato e fibratura ondulata. Gli anelli di accrescimento sono distinti, i vasi sono a porosità anulare e i raggi midollari sono molto grandi.

La densità del rovere è di 650 kg/m3 allo stato anidro, 690 kg/m3 secco all’aria e fino a 1150 kg/m3 allo stato fresco. La porosità del legno di rovere è di circa il 57%. Il ritiro lineare è dello 0,4% in direzione assiale, dal 3,5 al 4,7% in direzione radiale e dal 7,7 al 10,0% in direzione tangenziale. Il ritiro volumetrico totale va dal 12,2 al 15,0%. Il ritiro volumetrico specifico per ogni 1% di umidità igroscopica è di circa lo 0,45%.

Il rovere si lavora in genere bene a macchina. La velocità ottimale della lama per il taglio e la sfogliatura è di circa 33 m/s. Il legno di rovere tiene chiodi e viti. Si essicca in genere bene, anche se il rischio di collasso e di fessurazione impone un’essiccazione lenta. Il rovere si incolla in genere bene, anche se sulle superfici incollate possono comparire macchie. Si tinge, si lacca e prende il colore bene. La lavorazione del legno di rovere può provocare la corrosione degli utensili impiegati.

Il rovere è un legname tecnico molto apprezzato e di impiego molto ampio. Si usa per traversine ferroviarie, cantieristica navale, edilizia, falegnameria e industria del mobile, per tranciati e parquet, per puntelli da miniera, come fonte di tannino, per la produzione di botti di legno e come legna da ardere e legno per carbone.

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