Pinus nigra Arnos.

L’areale naturale del pino nero, che comprende diverse sottospecie e varietà, si trova nell’Europa meridionale, nell’Africa settentrionale e in Asia Minore.
Il pino è un sempreverde alto fino a 40 m. La chioma è ampia e ovata. Su terreni poveri e rocciosi la chioma può assumere una forma a ombrello. Il fusto è diritto e lungo fino a 20 m, con un diametro a petto d’uomo fino a 1,2 m. La corteccia del fusto va dal bruno grigiastro al grigio nerastro ed è piuttosto spessa; si fessura presto, sviluppando fenditure longitudinali più profonde e trasversali più brevi.
Il pino è un legno che forma durame; l’alburno è bianco giallastro, stretto o largo, e la formazione del durame inizia tra i 40 e i 60 anni di età. Il durame è bruno rossastro; allo stato fresco non c’è una differenza marcata di colore tra durame e alburno, ma in seguito, con il calo dell’umidità e con l’ossidazione, il durame diventa bruno rossastro. Gli anelli di accrescimento sono distinti e il passaggio dal legno primaticcio a quello tardivo è netto. I canali resiniferi sono numerosi ma appena visibili. I raggi midollari sono appena visibili sulle sezioni radiali e non si notano su quelle trasversali e tangenziali; sono sottili ed eterocellulari.
Il legno di pino nero è di peso medio, con una densità di circa 580 kg/m3 allo stato anidro, circa 620 kg/m3 secco all’aria e circa 1000 kg/m3 allo stato fresco. Il ritiro lineare totale è dello 0,4% in direzione assiale, del 4,3% in direzione radiale e del 7,74% in direzione tangenziale. Il ritiro volumetrico totale del pino è di circa il 12,6%.
Il legno di pino nero è molto durevole. Si impiega nell’edilizia, nella falegnameria, nell’industria aeronautica, nell’industria del mobile e altrove. Per la sua elevata durabilità è particolarmente apprezzato come legname da miniera e come legno per l’esterno nella produzione di finestre, porte e simili.